In un post pubblicato sui social, Giuseppe Conte si è pronunciato sulle ultime vicende riguardanti la Santanchè.
Dopo essersi schierato contro il governo, Conte ha parlato delle ultime vicende giudiziarie che hanno riguardante in prima persona la ministra Santanchè. Facendo inoltre un’osservazione critica nei confronti della Premier. Non è certo la prima volta, che l’ex Premier si esprime con toni critici nei confronti del governo di maggioranza tramite un post sui social.

Il post di Conte
Ecco il contenuto del post contro la Santanchè: “Dopo le accuse pesantissime per truffa sui fondi Covid, altra indagine per bancarotta per la Ministra Santanche’. Meloni la lascia ancora al Governo. Questa è la loro idea di politica, questa è l’idea di base delle loro norme sulla giustizia: chi è al potere è intoccabile. Anche per questo al referendum partecipiamo e diamo un messaggio chiaro: votiamo no“.
Dopo le accuse pesantissime per truffa sui fondi Covid, altra indagine per bancarotta per la Ministra Santanche'. Meloni la lascia ancora al Governo. Questa è la loro idea di politica, questa è l'idea di base delle loro norme sulla giustizia: chi è al potere è intoccabile. Anche…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) February 10, 2026
Oltre alla critica rivolta nei confronti della ministra Santanchè e della Premier in carica, il leader del M5S ha ribadito ancora una volta la sua posizione. Invitando così al “No” per l’imminente referendum sulla giustizia.
La vicenda della Santanchè
La vicenda a cui fa riferimento Conte, riguarda una recente indagine svolta nei confronti della ministra Santanchè per bancarotta. La questione giudiziaria appena nata riguarda il fallimento di Bioera, società del gruppo di biofood di cui è stata presidente fino al 2021.
A proposito del suo coinvolgimento, i tutori legali hanno reso noto come tutto ciò sia assurdo, considerato l’abbandono della delega a presidente già da parecchio tempo: “Troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento. Nemmeno è mai stata azionista della Società. Potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia“.
Si tratta della seconda indagine per bancarotta, dopo il crack di Ki Group Srl, altra società appartenente allo stesso gruppo.